Archivio per la categoria 'ForFilmFest 2008'
di Sergio Di Giorgi
Mentre concludiamo su questo numero della Learning News il “focus” dedicato ai momenti più significativi del FORFILMFEST 2008, il comitato di progetto è al lavoro per l’edizione 2009 che avrà luogo dal 26 al 28 novembre 2009 (”save the date”…) e che avrà come tema-guida quello della “cura” (e del “prendersi cura”).
di Giuseppe Varchetta
L’evento conclusivo del secondo FORFILMFEST AIF - al di là dell’anteprima nazionale del film francese “L’apprenti” che ha chiuso il sabato sera il programma delle proiezioni - è stato lo sviluppo del panel annunciato sul tema “La mente pensa per immagini”. Al panel hanno partecipato: Stefano Carta, psicanalista AIPA, professore associato di Psicologia Dinamica, Università di Cagliari; Giuseppe Civitarese, psicanalista SPI; Giorgio De Michelis, professore ordinario di Informatica Teorica, Università Statale Bicocca-Milano; Cinzia Di Dio, professoressa di Neuroestetica, Università di Parma; Severino Salvemini, professore ordinario di Organizzazione Aziendale, Università Bocconi, Milano.
L’incontro, curato e coordinato da chi scrive, è stato caratterizzato – confermando l’ipotesi di lavoro degli organizzatori – da una diffusa interdisciplinarietà e nel risultato finale sono confluite le riflessioni della psicanalisi più aggiornata, dell’informatica teorica, delle neuroscienze applicate all’estetica e una meditazione sulla problematica formativa dei giovani oggi, testimoniata dal vertice dell’organizzazione aziendale. La problematica psicanalitica è stata addirittura traguardata da due prospettive teoriche diverse, quella junghiana e quella neobioniana.
Learning News, la newsletter dell’AIF, inviata a tutti i soci, ospita la prima parte di una serie di articoli sull’edizione 2008 del FORFILMFEST.
Pubblichiamo gli articoli di seguito, con l’invito ai lettori a commentarli.
di Dario D’Incerti
Una retrospettiva dedicata ai Maestri nel cinema e composta di soli quattro titoli ha come ovvia conseguenza la necessità di compiere delle scelte radicali e inevitabilmente discutibili. Detto questo, le motivazioni che hanno portato ad individuare i quattro titoli sono riconducibili essenzialmente a due ordini di considerazioni: da un lato, il desiderio di entrare in territori poco consueti, per non dire periferici, rispetto al mainstream cinematografico, soprattutto hollywoodiano, che negli anni ha colonizzato l’immaginario intorno al ruolo dell’insegnante con una serie di stereotipi (ne ricordiamo tre tra i più abusati: i fintamente trasgressivi alla Keating e i votati alle imprese impossibili come la Pfeiffer di Pensieri pericolosi o il James Belushi di The Principal-Una classe violenta) e dall’altro, la possibilità di mostrare opere mediamente poco conosciute, cioè a dire film che per vari motivi non figurano in posizioni di spicco nelle filmografie dei rispettivi autori.
di Vittorio Canavese
“Cinema d’autore” è diventata un’etichetta, ogni tanto rimessa in discussione, magari quando il produttore si intromette un po’ troppo o i film sono tanto pieni di effetti speciali da far venire dubbi su chi sia l’effettivo responsabile dell’opera. Per non parlare poi degli sceneggiatori e, in misura minore, degli autori o dei responsabili della fotografia; eppure il film è attribuito al regista. Forse per effetto della serialità, la fiction televisiva viene attribuita piuttosto al “creatore” della serie, personaggio che sembra essere una via di mezzo tra il produttore e lo sceneggiatore: in qualche modo la responsabilità si distribuisce, magari perde di identificabilità, si trasferisce sull’oggetto. Internet ha creato una nuova figura di “autore”: l’utente, al tempo stesso produttore, regista spesso interprete ma anche spettatore. Gli UGC (User Generated Contents) sono alla base del successo di YouTube, anche se molti video sono “di repertorio” (vecchie canzoni, spot, ecc.) ma pur sempre frutto di raccolte e ricordi personali e giocano molto sull’effetto nostalgia. Certo che l’immagine in movimento in rete viene vista come una forma di espressione al pari della scrittura, anzi sempre più spesso preferita per “documentare” con interviste o riprese dal vivo di eventi e forse è anche da questo che il cinema documentario comincia ad essere accettato anche dal pubblico delle sale.
di Dario Forti
Rispetto alla prima edizione del FORFILMFEST (FFF per gli habitués) di Aif, questa seconda edizione, da poco archiviata, presentava, tra le altre, una difficoltà di natura tematica. “Il senso del lavoro” era un argomento ben focalizzato, tale da consentire ai destinatari del festival di prevedere con buona approssimazione taglio e ambiti delle proposte filmiche e di contorno (letteratura professionale, narrativa ecc.). Parlare di “apprendimento”, così senza aggettivi o specificazioni come sarebbe stato se avessimo precisato, che so?, “emozionale”, “della complessità”, “gruppale” o “organizzativo”… lasciava invece ampio spazio a variazioni sul tema e a interpretazioni contrastanti.
Sono state, anche quest’anno, tre intense giornate, quelle della seconda edizione del FORFILMFEST AIF, appena conclusa a Bologna (presso il cinema Lumière). Tre giorni di proiezioni, dibattiti, incontri (emozionante e affollatissimo quello con Marco Pontecorvo, prima e dopo la visione del suo PA-RA-DA), laboratori, workshop, panel scientifici…
Nel numero di gennaio 2009 di Learning News ospiteremo diversi contributi da parte dei componenti il comitato di progetto sui singoli momenti dell’iniziativa, che ha visto comunque il gradimento dei partecipanti presenti a Bologna. A questi ultimi in particolare (ma anche a chi avrebbe voluto esserci e non ha potuto…), lanciamo l’invito a contribuire e rilanciare il dibattito avviato in quella sede -con ulteriori riflessioni, articoli, commenti, critiche, suggerimenti, proposte, ecc.
Per partecipare basta cliccare su “commenti” nel boxino grigio in fondo al questo post e inserire i dati (nome e e-mail) e il testo negli appositi spazi.
Per intanto, un augurio di buone e proficue visioni in questo scorcio d’anno e durante le prossime festività!.
Sergio Di Giorgi - Coordinatore FORFILMFEST
Tra conoscenza ed emozioni: bilancio positivo per le tre giornate del cinema per la formazione
E “BILLY ELLIOT” è il film preferito dai formatori sul tema dell’ “Apprendimento”
La seconda edizione del FORFILMFEST - Rassegna del cinema per la formazione si è chiusa sabato 22 novembre, con la proiezione in anteprima nazionale de “L’Apprenti” (”L’apprendista”), (t.l. “L’apprendista”), esordio nel lungometraggio del giovane regista francese Samuel Collardey, vincitore del prestigioso Premio della “Settimana della Critica” (organizzata dal Sindacato critici cinematografici-SNCCI) all’ultimo Festival di Venezia.
Organizzato da AIF (Associazione Italiana Formatori) in collaborazione con la Cineteca di Bologna, il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Bologna e del Sindacato Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), e il contributo di “Start People agenzia per il lavoro”, il FORFILMFESTIVAL ha visto alternarsi, nell’arco di tre intense giornate, anteprime, proiezioni speciali, retrospettive, laboratori, workskop tematici e panel interdisciplinari sul tema-guida di quest’anno, l’”Apprendimento”.
A dimostrazione che ce l’abbiamo fatta anche quest’anno, le prime foto, un po’ disordinate, del laboratorio condotto da “Linguaggio filmico e apprendimento”, dell’aperitivo di apertura, del The Training Show, della presentazione di Marco Pontecorvo e dei protagonisti del panel “La mente che pensa per immagini”

