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Archivio per Gennaio, 2009

Learning News, la newsletter dell’AIF, inviata a tutti i soci, ospita la prima parte di una serie di articoli sull’edizione 2008 del FORFILMFEST.

Pubblichiamo gli articoli di seguito, con l’invito ai lettori a commentarli.

di Dario D’Incerti

(versione stampabile)

Una retrospettiva dedicata ai Maestri nel cinema e composta di soli quattro titoli ha come ovvia conseguenza la necessità di compiere delle scelte radicali e inevitabilmente discutibili. Detto questo, le motivazioni che hanno portato ad individuare i quattro titoli sono riconducibili essenzialmente a due ordini di considerazioni: da un lato, il desiderio di entrare in territori poco consueti, per non dire periferici, rispetto al mainstream cinematografico, soprattutto hollywoodiano, che negli anni ha colonizzato l’immaginario intorno al ruolo dell’insegnante con una serie di stereotipi (ne ricordiamo tre tra i più abusati: i fintamente trasgressivi alla Keating e i votati alle imprese impossibili come la Pfeiffer di Pensieri pericolosi o il James Belushi di The Principal-Una classe violenta) e dall’altro, la possibilità di mostrare opere mediamente poco conosciute, cioè a dire film che per vari motivi non figurano in posizioni di spicco nelle filmografie dei rispettivi autori.

di Vittorio Canavese

(versione stampabile)

“Cinema d’autore” è diventata un’etichetta, ogni tanto rimessa in discussione, magari quando il produttore si intromette un po’ troppo o i film sono tanto pieni di effetti speciali da far venire dubbi su chi sia l’effettivo responsabile dell’opera. Per non parlare poi degli sceneggiatori e, in misura minore, degli autori o dei responsabili della fotografia; eppure il film è attribuito al regista. Forse per effetto della serialità, la fiction televisiva viene attribuita piuttosto al “creatore” della serie, personaggio che sembra essere una via di mezzo tra il produttore e lo sceneggiatore: in qualche modo la responsabilità si distribuisce, magari perde di identificabilità, si trasferisce sull’oggetto. Internet ha creato una nuova figura di “autore”: l’utente, al tempo stesso produttore, regista spesso interprete ma anche spettatore. Gli UGC (User Generated Contents) sono alla base del successo di YouTube, anche se molti video sono “di repertorio” (vecchie canzoni, spot, ecc.) ma pur sempre frutto di raccolte e ricordi personali e giocano molto sull’effetto nostalgia. Certo che l’immagine in movimento in rete viene vista come una forma di espressione al pari della scrittura, anzi sempre più spesso preferita per “documentare” con interviste o riprese dal vivo di eventi e forse è anche da questo che il cinema documentario comincia ad essere accettato anche dal pubblico delle sale.

di Dario Forti

(versione stampabile)

Rispetto alla prima edizione del FORFILMFEST (FFF per gli habitués) di Aif, questa seconda edizione, da poco archiviata, presentava, tra le altre, una difficoltà di natura tematica. “Il senso del lavoro” era un argomento ben focalizzato, tale da consentire ai destinatari del festival di prevedere con buona approssimazione taglio e ambiti delle proposte filmiche e di contorno (letteratura professionale, narrativa ecc.). Parlare di “apprendimento”, così senza aggettivi o specificazioni ­ come sarebbe stato se avessimo precisato, che so?, “emozionale”, “della complessità”, “gruppale” o “organizzativo”… ­ lasciava invece ampio spazio a variazioni sul tema e a interpretazioni contrastanti.

dippiù?